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L’autrice del mese

Alessio Arena

Alessio Arena (Napoli, 1984) è scrittore e cantautore. Divide la sua carriera tra Spagna e Italia, conciliando progetti letterari, musicali e educativi che cercano di relativizzare i confini tra i tre ambiti.
Autore e interprete di cinque dischi multilingue e di testi e musiche per il teatro e per altri interpreti, ha collaborato con importanti personalità della scena musicale internazionale.

È il traduttore italiano di Reinaldo Arenas, oltre che di altri scrittori spagnoli e ispanoamericani.
È autore dei romanzi L’infanzia delle cose (2009), Il mio cuore è un mandarino acerbo (2010), La casa girata (2010), La letteratura tamil a Napoli (2014), La notte non vuole venire (2018), Il sesso degli alberi (2025). Alcuni dei suoi romanzi sono stati premiati in Italia, e uno di essi, Ninna nanna delle mosche (2021), sarà tradotto in olandese per essere pubblicato in Belgio e nei Paesi Bassi.

Appuntamenti

Scelto dai lettori

Ho conosciuto Dominique Grandmont nel 2015, a Parigi…

Decidemmo di incontrarci a Place de la Concorde. Mattino di maggio, freddo pungente. Grandmont mi disse che avrebbe tenuto in testa il cappello marrone a falde larghe che gli aveva regalato Ritsos quando l’aveva accompagnato a Mosca, per l’assegnazione del premio Lenin. Lo riconobbi subito, e lui riconobbe gli occhi che lo cercavano. Ci recammo alla Académie des beaux-arts, accomodandoci a un tavolino di marmo. Prendemmo un pastis e cominciammo a guardarci come due gatti che si studiano. Subito, tirò fuori di tasca un bigliettino di carta su cui aveva scritto tre cose: timide, naif, sauvage. Volle dirmi che lui era questo, timido, ingenuo, maldestro nelle relazioni sociali e piuttosto selvatico. Mi misi a ridere, gli dissi che eravamo destinati a comprenderci, avrei potuto sottoscrivere lo stesso bigliettino... Poi la discussione andò su Ritsos, Aragon, Majakoski, Holan, Elytis, Kavafis. I padri, insomma. Il lettore perdoni questa unica e ultima citazione personale. Voglio dire che il poeta coincideva fin da principio alla sua poesia: timida, riservata, mai egocentrica, mai sentimentale, asciutta, spesso aforistica, dura, prosastica, eccentrica, talvolta bizzarra, astratta, surreale. Come la sua poesia, come il suo io lirico, questo poeta è sempre stato decentrato rispetto all’establishment culturale dell’epoca, e forse anche rispetto a qualunque identificabilità sociale,
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